LADA-VAZ

La Lada, più nota in patria come VAZ (Volzhsky Automobilny Zavod, ovvero "Fabbrica Automobili del Volga", da non confondere con le GAZ "Volga", è' sicuramente la Casa automobilistica russa più nota in Occidente (sopratutto per la fuoristrada "Niva", in alto), ed anche quella con il più imponente volume di produzione (produce all' incirca 600-700. 000 vetture all'anno,  ma nei decenni precedenti superava abbondantemente il milione di unità annuali). Il nome "Lada" identifica anche, nella mitologia lituana, una importante divinità femminile: un nome nobile per delle auto decisamente "popolari"... E' anche la marca più venduta in patria, e ciò è dovuto sia all' imponente produzione, sia ad una qualità complessiva leggermente superiore alle altre vetture russe, in quanto le linee di produzione e gran parte della tecnologia utilizzata sono di derivazione Fiat.

 

Gli inizi: la "Zhighuli", ovvero la Fiat russa 

illustratofiat.jpg (46315 byte) LADAFACTORY4.JPG (30653 byte) LADAFACTORY.JPG (12541 byte)

La Lada nasce nel 1966 per decisione del Consiglio dei Ministri dell' URSS, che dà il via in quell' anno alla costruzione di un nuovo complesso per la costruzione di automobili (nella prima foto in alto, la copertina di una vecchia pubblicazione dell'epoca, che ritrae lo storico accordo fra il Ministro dell'Industria automobilistica dell'URSS, Tarasov, e l'amministratore delegato della FIAT Vittorio Valletta). Il complesso industriale della Lada-VAZ, di dimensioni colossali, è una delle opere più grandi mai realizzate dallo Stato sovietico (seconda foto in alto): basti solo dire che le linee di montaggio occupano in totale 270 km, e che nella fabbrica, ancora al giorno d'oggi, trovano lavoro 180.000 persone (!!!!). Già dopo un paio d'anni, viene prodotta la 100.000 vettura (in alto a destra), in quanto la produzione era stata già avviata durante la costruzione della fabbrica!

    002.jpg (31274 byte) lada001.jpg (27418 byte) LADA2105.JPG (18929 byte) lada2107side.jpg (14008 byte) lada2107fr.jpg (20376 byte)   

Nel 1970 inizia la produzione vera e propria, con la "Zhiguli" (nella prima e seconda foto in alto, la prima versione prodotta, siglata "2101"), ovvero la versione russa della Fiat "124". Tale vettura ha rappresentato per la Russia l' auto della motorizzazione di massa, come la Citroen 2CV in Francia, o il Maggiolino in Germania; ancor oggi, leggermente aggiornata in alcuni particolari secondari (seconda, terza e quarta foto, raffiguranti la "2105" e la "2107" a iniezione, la versione più accessoriata), rimane la vettura più venduta in Russia,  per motivi di prezzo e di "versatilità" (facilità di riparazione, spazio sufficiente per una famiglia, ecc.). Viene realizzata con motori da 1100 a 1700 cc. (quest'ultimo a iniezione), con potenze da 60 a 80 cv. Insomma, nonostante l'età, tale auto non ne vuol proprio sapere di andare in pensione! 

 LADAZHIGULI-PICKUP.JPG (15117 byte) yogone-lada.jpg (33201 byte) TUNING-LADANOVARALLY.JPG (33703 byte) VAZ-21011-A219852m.jpg (32319 byte)

Da tale vettura, i russi hanno ricavato anche una semplice (e senza fronzoli) versione pick-up, nella prima foto in alto. Recentemente, è entrata in produzione anche una versione diesel, con un motore di 1500 cc da 53 cv, ispirato a quello della prima VW "Golf Diesel"...insomma, i russi sono riusciti a fare un diesel di media cilindrata 20 anni dopo i loro colleghi tedeschi! Nella seconda foto in alto...mio cugino durante una missione in Bulgaria, accanto ad un esemplare in uso alla polizia della città di Plovdiv (notare l'espressione perplessa!). Nella quarta e quinta foto, una "rustica" versione rally del 1975 e una versione da corsa del 1985: le "Zhiguli" elaborate arrivavano ad erogare potenze nell'ordine dei 120-130 cv (per i motori da 1300 cc). Nei primi anni '80 vennero anche realizzate versioni rally con motore 1.8 a 16 valvole, fra cui la "2105 T-16", con turbocompressore e 240 cv (!)...purtroppo non ho le foto, sorry! 

 

La "Niva": la Range Rover dell' Est

vladimirsolovev-niva.jpg (14422 byte) LADANIVA1.JPG (12502 byte)  LADANIVA-FIRST.JPG (14549 byte) NIVA-BEIGE2.JPG (15983 byte) nivarear.jpg (52018 byte)

Tuttavia, la Lada è nota da noi, come già detto, per la "Niva", in italiano "campo", molto probabilmente l'unica vettura russa davvero rivoluzionaria ed innovativa, e di esempio per i produttori occidentali (oltre che di successo, insieme alla UAZ). La progettazione della "Niva" iniziò nel 1971: il capo progetto era Vladimir Sergeevich Solovev (prima foto in alto), mentre il designer si chiamava Valery Pavlovich Semushkine. Nel 1972, vennero realizzati i primi prototipi (seconda foto in alto), molto tradizionali, con una classica e squadrata carrozzeria aperta con telone. Tuttavia, ben presto si cambiò completamente strada, e si passò ad una moderna carrozzeria chiusa, quasi da berlina due volumi (prototipi nella terza e quarta foto). Nell' estate 1973, con l'aiuto di alcuni colleghi della UAZ, furono compiuti dei severi tests nell'Asia Centrale, in Uzbekistan, con temperature medie di quasi 40 gradi. Nel 1976 venne presentata la versione definitiva (con una linea immutata fino ai giorni nostri, quinta e sesta foto), caratterizzata da soluzioni tecniche originali per l'epoca, quasi da moderna "Sport-Utility", come la trazione integrale di tipo permanente, allora in uso solo sulla Range Rover e poche altre, e, soprattutto, la scocca portante, inedita per una fuoristrada, oltre che da caratteristiche tipiche di una "vera" 4x4 (differenziali bloccabili e marce ridotte). 

niva2122.jpg (33383 byte)  niva2122-2.jpg (10780 byte)  niva2122-3.jpg (7343 byte)  niva2122side.jpg (12062 byte)

Della "Niva" fu approntata anche una interessantissima  versione anfibia militare, la "2122" o "Reka" (ovvero "fiume"). Dotata di un pianale rinforzato, e stranamente equipaggiata con un motore da 1300 cc derivato dalla berlina "2101" (60 cv, 115 km/h) anzichè col 1600 d'origine, la "Reka" poteva affrontare corsi d'acqua ad una velocità max di 9 km/h. Gli esemplari di preserie, realizzati in diverse varianti fra la fine degli anni Settanta e quella degli anni Ottanta (sempre con molta calma, quindi, forse anche troppa...), passarono con successo i test, ma ormai per l'Armata Rossa iniziava a spirare il vento della crisi, per cui questo interessante veicolo rimase allo stadio di prototipo.

LADANIVA-CABRIO.JPG (11703 byte) 2121-1b.jpg (30242 byte) nivaglx.jpg (19519 byte) NIVA-FORA.JPG (18421 byte) nivaproject-side.jpg (15447 byte) 

La "Niva" si impose su diversi mercati (in Europa ebbe un grande riscontro soprattutto in Francia): il motore Fiat 1.6, lo stesso della "Zhiguli/124", era ancora, all'epoca della presentazione, un motore brillante e moderno; gli iniziali problemi di giochi nella trasmissione e di consumi eccessivi furono attenuati con il passare degli anni. Fu presentata anche una versione cabrio (in alto a sinistra), allestita però in Europa. La "Niva" fu equipaggiata, nel frattempo, anche con un motore diesel Peugeot 1.9 aspirato, e venne montato (ma solo nel 1987...) un cambio a 5 marce, quanto mai opportuno. Nel 1993, la "Niva" viene leggermente rivista nella meccanica, con un motore dotato di iniezione ed aumentato a 1700 cc, nonchè ridisegnata nella zona posteriore, con un nuovo portellone e nuovi fari (seconda foto in alto): viene anche ridisegnata la plancia. Nella terza foto, l'attuale versione GLX venduta in Italia, dotata anche di motore turbodiesel Peugeot. Nella quarta foto, la "Fora", una recente versione a tre porte con passo allungato, e, nella quinta foto, la "Project", ovvero un altro prototipo stile Jeep Renegade, senza tetto nè portiere, presentato nel 1998. 

 2131-0.jpg (15098 byte) 2131-2b.jpg (28758 byte) 2131-1b.jpg (26026 byte) 2131-3b.jpg (19641 byte)

Nel '94 viene presentata la versione a passo lungo (quattro foto in alto), disponibile anche con il motore originale a benzina aumentato a 2 litri e 100 cv di potenza. A giudicare dalle belle foto in alto, nonostante l'età e gli acciacchi, la "Niva" è ancora abbastanza...arzilla!

NIVAPICK2.JPG (24418 byte) nivaambulanza.jpg (29999 byte) TUNING-NIVAMARCH2.JPG (29045 byte) EXTRA-NIVAMARCH.JPG (10964 byte) bora2.jpg (18613 byte) bora1.jpg (23386 byte)

Dalla "Niva" sono state ricavate numerose versioni speciali, dal pick-up doppia cabina alla versione ambulanza (prima e seconda foto in alto). Il bestione che vedete nella terza e quarta foto, invece, si chiama "Niva March". Pare che sia stato costruito anche con motore Wankel da 200 e rotti cavalli, oltre al motore originale. Una volta, mentre ero fermo al semaforo in moto, un' utilitaria mi è passata su di un piede con una ruota...è evidente che sono stato fortunato a non nascere in Russia, altrimenti a quest' ora portavo la 52 di scarpe. Nella quinta e sesta foto, un'altra versione speciale (rimasta però a livello di prototipo), la "Bora", realizzata nei primi anni '90, con un'essenziale carrozzeria in pannelli di alluminio, priva di portiere.

   poch.jpg (24029 byte) Nivadakar.jpg (36577 byte) LADAFERRARI-FRONT.JPG (14133 byte)  LADAFERRARI-CATENE.JPG (8452 byte)

La "Niva", durante gli anni '80, ottenne anche un buon riscontro nei raid e nelle manifestazioni sportive. L'importatore francese Poch, in particolare, preparò la "Niva Proto" per la durissima Parigi-Dakar (prime due foto in alto; clicca qui per vedere un filmato dell'epoca), che però aveva ben poco in comune con la "Niva" di serie: difatti, il motore era un sei cilindri Porsche piazzato posteriormente! Tale vettura sfiorò più volte il successo: l'equipaggio Briavoine/Deliaire arrivò terzo nel 1981 (mancando il successo a causa di un guasto al radiatore proprio verso la fine), secondo nel 1982 e 1983, mentre l'equipaggio Lartigue/Giroux arrivò quarto nel 1986. Inoltre, durante gli anni, alla Dakar altre "Niva" private (la maggior parte quasi di serie) si piazzarono in maniera onorevole...e tutti sanno che arrivare sani e salvi a Dakar equivale già ad una vittoria! Ancora oggi, la "Niva" è terreno facile per gli elaboratori, con elaborazioni spregiudicate sul  motore Fiat di serie (spesso c'è chi tira fuori oltre 160 cv dal vecchio monoalbero!). L'ultima delle vittorie della "Niva" è recentissima, con la conquista del Campionato Italiano Velocità Fuoristrada da parte del pilota/importatore Martorelli: ma anche in questo caso, della "Niva" c'è solo la carrozzeria (terza foto in alto): il motore è un V8 Ferrari (!) da 300 cavalli, e, per giunta, con un' incredibile trasmissione a catene motociclistiche (quarta foto), una per ogni ruota (!!!!!)

 

Gli anni '80: la "Samara" e la "Oka"

LADASAMARA-PROTO2108-1.JPG (11914 byte) SAMARA-BN.JPG (22492 byte) LADAFACT2.JPG (7896 byte) SAMARA-FIRST.JPG (23479 byte) sam-rear.jpg (32653 byte)

Nel 1984, dopo sette anni di sviluppo, nasce la "Samara", prima trazione anteriore della Casa (nelle prime due foto, un prototipo fine anni '70 o inizio anni '80, e uno schizzo della vettura; nella quarta e quinta foto, la prima versione prodotta). Con questa vettura, vengono messe a punto in fabbrica le prime linee di montaggio robotizzate, e si raggiungono, sempre nel 1984, i 10 milioni di auto prodotte dalla fondazione (terza foto in alto). La meccanica, pur essendo ancora di lontana derivazione Fiat, godeva della distribuzione monoalbero a cinghia anzichè a catena, e di una testata sviluppata in collaborazione con la Porsche (cilindrate 1100, 1300, 1500 cc.). Inoltre, l'aerodinamica -per la prima volta su di una vettura di produzione russa- è discretamente curata, con un Cx di 0,36, adeguato per l' epoca, anche se la linea, onestamente, non è entusiasmante... 

 lad2115-0.jpg (11951 byte) lad2115-1b.jpg (29222 byte) SAMARAA.JPG (14272 byte) SAM-CAR.JPG (21725 byte)

La vettura (in alto, da sinistra, la versione a tre volumi, denominata anche "Forma", la nuova due volumi ristilizzata, la versione furgone) presentava comunque alcune interessanti soluzioni pratiche (mai considerate, in precedenza...); ad esempio, sulla 3 porte,  l'accesso al divano posteriore era possibile senza ribaltare gli schienali anteriori, grazie alle ampie portiere. La tenuta di strada era di ottimo livello (5 stelle su "Quattroruote"!), ma al prezzo di sospensioni terribilmente rigide; il motore era brillante ma rumoroso, i consumi elevati, e la qualità costruttiva -come al solito- decisamente mediocre. La vettura invecchia precocemente, ma ottiene comunque un discreto successo. 

 vaz2108eva.jpg (11459 byte) samara-s-proto.jpg (11570 byte) samara-s-proto3.jpg (13332 byte) ladasamara4x4_2.jpg (41931 byte) ladasamara4x4_3.jpg (27266 byte) ladasamara4x4_1.jpg (92697 byte) ladasamara4x4_schema.jpg (16988 byte)

Inoltre, ne vennero ricavate anche delle versioni da rally, in qualche caso capaci di prestazioni tutt'altro che disprezzabili...Nella prima immagine in alto, la "Samara-EVA" del 1987, dotata di motore centrale da 1860 cc. (lontanamente derivato dalla "Zhiguli", della quale rimaneva solo il blocco motore!), 16 valvole, iniezione e turbocompressore, per una potenza di 300 cv (!). Vennero realizzati anche altri esemplari, sempre con motore 1.8 16V, ma in versione aspirata da 160 cv. Nella seconda e terza foto, la "Samara S-Proto" del 1989, di identica architettura (motore centrale turbocompresso, telaio in tubi, carrozzeria in vetroresina) e dichiarata per addirittura 350 cv (!!). Nelle ultime quattro foto, invece, abbiamo la Samara 4x4 allestita per il "Soyuz Rally" nel 1985; la trazione era integrale di tipo permanente, ed il motore, in questo caso posizionato sopra l'assale posteriore e disassato verso sinistra, era direttamente derivato dalla "Zhiguli" (1600 cc), con una potenza intorno ai 150 cv. Insomma, questa tranquilla e compassata "vettura del popolo" ha avuto anche versioni tutt'altro che arretrate tecnicamente!

samarapochT3.jpg (24961 byte) samaradakar.jpg (13028 byte) Samaradak.jpg (17178 byte) samarat3blu.jpg (14382 byte)

La "Samara" ebbe anche l'onore di vincere (se non ricordo male) un Rally dei Faraoni, con il team dell'importatore francese Poch: nelle quattro foto in alto, infatti, abbiamo la "Samara T3", appositamente realizzata per i rally africani...ma, come per la "Samara-EVA" e la "S-Proto", della vettura di serie restava solo la sagoma esterna (in vetroresina): inoltre la meccanica -6 cilindri boxer, 3600 cc, 300 cavalli- era addirittura derivata dalla Porsche "959"! I bracci delle sospensioni, a quadrilateri deformabili, erano addirittura prodotti dalla Tupolev, ben nota fabbrica aeronautica russa. Oltre a vincere il Rally dei Faraoni, la "Samara-T3" arrivò settima alla Parigi-Dakar del 1990, con alla guida il leggendario Jacky Ickx, e quinta nel 1991, con alla guida Didier Auriol. A questi risultati vanno aggiunti un secondo, terzo e quarto posto al rally di Tunisia del 1990, rispettivamente con Patrick Tambay, Jacky Ickx ed il pilota russo Tumapyavichus. Una Porsche travestita da Lada...chi l'avrebbe mai detto!

nami0290-2.jpg (51108 byte) nami0290-4.jpg (22113 byte) nami0290-3.jpg (21342 byte) nami0290.jpg (24142 byte) nami0290-5.jpg (21523 byte)

La vettura da rally nelle quattro foto in alto, invece, non fu realizzata direttamente dalla Lada, bensì dall'istituto di ricerca russo "NAMI", nel 1989. Battezzata NAMI "0290-Appelsin" ("appelsin" significa "arancio" in russo, con evidente riferimento al colore della carrozzeria), aveva il motore 1600 della "Zhiguli", equipaggiato però con un turbo compressore Mitsubishi che ne portava la potenza a 180 cv, per una velocità di 210 km/h! La trasmissione era integrale di tipo permanente con giunto viscoso (la ripartizione della coppia fra gli assali era in un rapporto 50:50%), le portiere erano le stesse della ZAZ "Tavria"; il peso totale era di 960 kg. Caratteristica non proprio incoraggiante su di una vettura da rally come questa, capace di prestazioni abbastanza ragguardevoli, la presenza degli stessi cerchi in lamiera da appena 13 poliici della "Samara" di serie...Nel 1991, la stessa auto venne modificata con l'adozione di un quattro cilindri aspirato di 2300 cc, bialbero 16 valvole (sempre da 180 cv), prodotto dalla ZMZ e montato di serie svariati anni dopo sulle GAZ "Volga". Notare le evidenti stelle rosse sulla carrozzeria, ultimo segno dell' "orgoglio sovietico" che di lì a poco sarebbe definitivamente finito...

 BOHEMIA.JPG (18117 byte) AIMAGE2.JPG (15662 byte) AIMAGE3.JPG (14187 byte) AIMAGE4.JPG (25898 byte)   

Tornando alla Lada "Samara", in alto possiamo vedere, oltre alla versione cabriolet denominata "Bohemia" (prima foto),  un' altra strana versione "scoperta" della "Samara", realizzata verso i primi anni '90 dalla tedesca Bohse, con una strana carrozzeria a metà fra il pick-up e la classica cabrio: da coperta non è davvero uno schianto, ma d'estate dev' essere discreta!

    VAZ11111.JPEG (27770 byte) IMAGE3101.JPEG (19343 byte) OKA50000.JPG (22936 byte) okaengine.gif (40949 byte) vaz1121-820cc.jpg (18523 byte) oka-offroad1121.jpg (15475 byte)

Nel 1987, viene presentata la "Oka-1111", una piccola vetturetta da città (prime tre foto in alto). Tale vettura doveva inizialmente essere prodotta in collaborazione con la Fiat, e se ne prevedevano, ottimisticamente, vendite faraoniche, con la costruzione di un nuovo stabilimento sul fiume Oka (da cui il nome dell'auto): si era allora in piena "perestrojka", con tutte le illusioni che ne derivavano. La vettura, non a caso, era molto somigliante alla nostra "Cinquecento" non solo nel design (realizzato in Italia), ma anche nella cilindrata di 750 cc (esiste anche una 650 cc); tuttavia, fra le due vetture, non c'è un solo pezzo in comune, ed il motore è praticamente la metà esatta di quello della "Samara" (monoalbero in testa), con identiche misure di alesaggio e corsa e le stesse componenti interne (quarta foto). Nella quinta foto, invece, un prototipo del 1988 (siglato "1121"), equipaggiato con un inedito motore tre cilindri di 820 cc.(40 cv, 140 km/h), sempre derivato dal quattro cilindri della "Samara". Tale motorizzazione (che equipaggiò anche il piccolo prototipo fuoristrada nella sesta foto) non entrò mai in produzione. 

OKA_GNOM.JPG (8261 byte) LADAOKARESTILYNG.JPG (7707 byte) moskva2001-09.jpg (13524 byte) LADAOKA2.JPG (22158 byte) lada_oka_2-2.jpg (18885 byte) VAZ-OKA-WANKEL.jpg (5396 byte)

La "Oka" è stata prodotta, molti anni dopo la presentazione, dalla consociata SeAZ e dalla fabbrica di camion KamAZ, in seguito al "forfait" della Fiat e della Lada-VAZ, ma senza grande successo: l'auto risulta troppo semplice persino per i Russi, che ancora oggi le preferiscono nettamente la vecchia "Zhiguli". Di recente, è stato adottato anche un quattro cilindri 1100 da 50 cv, derivato dalla ZAZ "Tavria" (vedi). In alto, la versione furgone (motorizzata anche con un bicilindrico diesel da appena 25 cv), due recenti prototipi lievemente ristilizzati, e la "Oka-2", un altro prototipo. La "Oka" è stata realizzata anche con un motore Wankel monorotore da 45 cv (clicca qui per il capitolo sui motori Lada Wankel) e con motore elettrico.

(Clicca sul marchio in alto per la seconda pagina sulla Lada)

  

 HOMEPAGE