MOSKVITCH

 Insieme alla GAZ, la Moskvitch (ovvero "moscovita"), o, a seconda della pronuncia, "Moskwitsch", è la fabbrica automobilistica russa più antica attualmente in attività. Le Moskvitch  sono in parte conosciute anche in Italia, in quanto, fino ai primissimi  anni '80, si vedeva ancora circolare saltuariamente qualche vettura con questo Marchio. E' una Casa un pò bistrattata, in quanto i suoi prodotti, posti sul mercato accanto alle vetture europee, risentivano pesantemente del confronto qualitativo con i modelli europei (caratteristica comunque comune a quasi tutte le case dell'Est); tuttavia, questa Casa ha realizzato anche interessanti prototipi. 

 

Gli inizi

MOSK-FACTORY.JPG (14582 byte)

Nel 1930, viene fondata a Mosca la "KIM" (ovvero l'attuale AZLK-Moskvitch; la sigla AZLK sta per "Avtomobilny Zavod imeni Leninskogo Komsomola", in italiano "Fabbrica Automobili della Gioventù Leninista", ed è stata mantenuta anche dopo la caduta del regime comunista, nel 1991). Inizialmente la "KIM" era una semplice divisione della GAZ (vedi), e fabbricava camion su licenza di quest'ultima casa. In alto, l'attuale sede amministrativa della AZLK, un grosso e squadrato palazzone di dodici-tredici piani.

KIM2.JPG (25053 byte)  MOSKVICH420.JPG (17064 byte) MOSKVICH42046-57.JPG (18638 byte) mosk-factory30.jpg (15784 byte)      

La prima realizzazione autonoma, datata 1939 , è la KIM "10", in alto a sinistra (allora la fabbrica si chiamava, appunto, "KIM"). Questo primo modello venne sottoposto addirittura al giudizio insindacabile di Stalin, che non gradì il disegno dei fari e di altre inezie, e fece rifare di punto in bianco tutta la carrozzeria (non credo che i progettisti si siano rifiutati...). Proprio per questo, la produzione della "10" fu tardiva e numericamente inconsistente. Dopo la guerra, la fabbrica cambia il nome in "MZMA" ("Moska Zavod Maloitrazhkaya Avtomobili", ossia "Fabbrica Utilitarie di Mosca"), e produce la prima auto con marchio Moskvitch, la "400/420" (seconda, terza e quarta foto, quest'ultima sulla linea di montaggio). Quest' auto era praticamente una copia della tedesca Opel Kadett d'anteguerra, ma con una carrozzeria a quattro anzichè due porte. Tale vettura rimarrà in produzione fino al 1956: sicuramente era una vettura piuttosto datata già allora, con uno stile più da anni '30 che da anni '50. 

MOSK402FR.JPG (20489 byte)   MOSK407-7.JPG (15286 byte) MOSKVITCH403.JPG (14695 byte)

Nel 1956, nasce la "402" (in alto a sinistra), un modello decisamente più moderno nella carrozzeria...ma ancora con il vecchio motore d' anteguerra, 1.2 da appena 35 cv, con il cambio a sole tre marce. Tale lacuna viene colmata dalla "407" (seconda foto), esteticamente invariata, ma con un nuovo motore 1360 cc. da 45 cv, dotato di testata in alluminio, distribuzione ad albero a camme laterale comandato da ingranaggi e cambio a 4 marce. Le varianti di questi modelli, diversamente siglate, senza significato cronologico (nella terza foto, una "403" bicolore) verranno prodotte fino alla metà degli anni '60, rimanendo sostanzialmente immutate nello stile della carrozzeria. 

  MOSK410-4X4.JPG (19244 byte)  mosk410h.jpg (9949 byte) mosk411sw4x4.jpg (10562 byte)     

Da tale vettura, vennero ricavate anche delle interessanti versioni 4x4: nelle prime tre foto in alto, la "410" con il motore da 35 cv, la "410-H" con la più moderna unità da 45 cv, e la "411" station wagon. Tutte queste auto hanno anticipato di 40 anni le odierne realizzazioni occidentali, come la Subaru Forester e molte altre! Non per niente, all'epoca, anche le Case occidentali si interessarono a tali auto, ottime per l'impiego nelle zone di campagna. La produzione totale di queste speciali versioni fuoristrada sarà di circa 12.000 unità. Le Moskvich degli anni '60 furono le prime auto russe ad avere un certo successo all' estero; effettivamente la carrozzeria (per la prima volta in Russia anche bicolore), seppur non certo personalissima, era gradevole ed armoniosa (nella foto sopra, il frontale).

MOSK408SED.JPG (28202 byte) MOSK-TOURIST408.JPG (18323 byte) MOSK-412.JPG (11040 byte) MOSK-DISEGNO.JPG (15736 byte)

 La fabbrica cambia ancora nome, e diventa definitivamente "AZLK". Nel 1967, nasce la "408" (prima foto in alto), dotata dello stesso motore della "407", ma con una carrozzeria completamente nuova. Ne viene anche realizzata anche una versione coupè (seconda foto), rimasta però allo stadio di prototipo. Successivamente, viene adottato un nuovo motore monoalbero a camme in testa di 1500 cc da 75 cv, e la vettura cambia denominazione, diventando "412"  (terza e quarta foto). .

  2140ENGINE.jpg (32260 byte) yogone-moskvich.jpg (20393 byte) MOSK2140.JPG (14662 byte) MOSK2140REAR.JPG (23242 byte)

  Il motore della "412" (prima immagine in alto) era ispirato a quello della BMW "1500" del 1961, ed aveva un'interessante caratteristica: le canne dei cilindri erano smontabili, per cui era possibile cambiarle senza dover smontare il motore completo. Vantaggio non trascurabile, se si pensa che oggi, quando un'auto ha le fasce elastiche consumate, si deve spendere una cifra per cambiarle, oppure bisogna cambiare auto... Nella terza e quarta foto in alto, invece, l'ultima evoluzione della "412", denominata "2140" (o "1500 SL" per alcuni mercati). Il motore, pressochè invariato rispetto alla "412", è un "UZAM", costruito dalla stessa fabbrica costruttrice dei motori a reazione dei famosi caccia MIG, nella città di Ufa; ancor oggi montato sul modello "Sviatagor", è derivato da un vecchio progetto BMW. La "412" è stata prodotta anche dalla sezione auto della fabbrica di armi Izh, e, se consideriamo anche la successiva "2140", è rimasta in produzione per vent' anni filati, per la precisione fino al 1986 (la Izh fino alla metà degli anni '90).  

 

Vetture da competizione (e la Moskvitch da F.1!)

  MOSK404SPORT-1.JPG (14434 byte)  M404SP.JPG (16967 byte) 

La Moskvitch, nonostante praticamente nessuno lo sappia, si è dedicata con un certo impegno anche alle competizioni, realizzando diverse interessanti vetture. Sulla base della "400/420" derivata dalla "Kadett" d'anteguerra, viene realizzata, già negli anni '50, la "404 Sport" (in alto a destra), una "barchetta" costruita in esemplare unico: il motore è lo stesso della berlina, ma alimentato da quattro carburatori. Tale vettura vincerà tre Campionati di Russia: non che ci fossero molte concorrenti...

 G1-405.JPG (16553 byte) mzma-g1-bn.jpg (5432 byte) G2-407.JPG (17683 byte)  mosk-rac.jpg (15489 byte) moskG2.jpg (8599 byte)

Nel 1951, l' ingegner I. Gladilin realizzò la prima di una serie di vetture studiate specificamente per le competizioni (anche se sempre equipaggiate con motori derivati dalla produzione di serie): la Moskvitch "G1" (prima e seconda foto in alto), con carrozzeria in alluminio e motore 1100 da 70 cv, 190 km/h, derivato dalla "405" di serie (successivamente sostituito da un più moderno motore "407"). Questo motore fu addirittura equipaggiato con quattro carburatori derivati dalla motocicletta Izh-49 , quindi studiati per un motore a due tempi!! Il peso totale della vettura era di 670 kg. Stessa base tecnica per la "G2" (terza, quarta e quinta foto), equipaggiata con una carrozzeria aerodinamica (coperta o scoperta a seconda dei casi), e capace di 223 km/h. Quest'auto ha conquistato diversi record di velocità in URSS. 

 MG3.JPG (15760 byte) moskG3.jpg (13388 byte) MG4.JPG (13784 byte) miiosk-rac21.jpg (22254 byte)

 Nel 1961, fu la volta della "G3" (prime due foto in alto), disegnata da L. Shugorov, e maggiormente derivata dai modelli stradali. Il motore passò in posizione anteriore, il telaio tubolare venne rinforzato rispetto ai precedenti modelli; le sospensioni erano indipendenti all'avantreno. Il motore, derivato dalla "407" di serie, venne equipaggiato con pistoni convessi che ne elevarono la potenza a 76 cv. Nel 1963, fu realizzata la "G4" (terza e quarta foto in alto), nuovamente con motore posteriore (derivato dalla "403"), equipaggiato con più efficaci carburatori Weber di produzione occidentale. Le sospensioni divennero indipendenti su tutte le ruote, la potenza salì a 81 cv (92 cv con il successivo motore del modello "412"). Anche questa vettura conseguì numerosi successi nei campionati sovietici.  

MOSKVICHG5.JPG (14587 byte) mosk-F1engine-firstversion-head.jpg (13353 byte) MOSK-F1ENGINE.JPG (18338 byte)

Nel 1965, l' industria sovietica comincia a pensare di mostrare i muscoli anche nelle competizioni internazionali...qualcuno di voi avrebbe mai immaginato una MOSKVITCH DA FORMULA 1? Beh, ECCOLA, nella prima foto in alto! Per quest'auto, denominata "G5", venne realizzato da zero un nuovo 8 cilindri bialbero da 200 cv/10.500 giri/min (nella seconda foto in alto, la testata), siglato "GD-1". Venne presa come base la termica del motore bicilindrico parallelo delle motociclette Vostok "S-360", ovviamente con tutte le modifiche del caso. Il motore completo, equipaggiato con quattro carburatori Weber doppio corpo, pesava 158 kg, e già dai primi test si rivelò capace di sviluppare 162 cv a 6000 giri. I due alberi a camme lavoravano su cuscinetti a rulli, inoltre la vettura, per la prima volta in Russia, aveva freni a disco su tutte le ruote, nonchè una carrozzeria in fibra di vetro studiata nella galleria del vento. Ma le risorse economiche richieste dalla F1 non erano  certo alla portata della Moskvitch, e così l' ambizioso progetto venne accantonato per mancanza di fondi statali. La "G5" fu successivamente "riciclata" per le gare nazionali, ed equipaggiata col motore della "412" di serie, ma portato a 1840 cc. e dotato di una nuova testata bialbero, per 124 cavalli (terza foto in alto). Del progetto della F1 fu conservato il cambio a 5 rapporti, che era stato studiato appositamente.  

MOSK-TUN1.JPG (17950 byte) MOSK_R.JPG (9608 byte) kastytis3.jpg (6313 byte) B20015.jpg (26668 byte)      

Con le vetture di serie, la Moskvitch partecipò anche ad alcuni rally internazionali a partire dagli anni '50, fino agli anni '70 (in alto, una Moskvitch"407" e tre "412" preparate a tale scopo). Si trattava anche di gare piuttosto dure, come la maratona Londra-Città del Messico del 1968 (dove il team russo ottenne il secondo posto), oppure il Safari-Rally in Sudafrica (terzo posto). Addirittura, nel Giro d'Europa 1971, il team Moskvitch arrivò primo: successi ammirevoli, tenuto conto della disponibilità di risorse, non certo pari alle Case occidentali.

 

Prototipi vari

  mosk415-proto.jpg (13218 byte) MOSK415OFFROAD.JPG (25925 byte) MOSK416OFFROAD.JPG (22510 byte) mosk2150-2.jpg (20725 byte) mosk2150-2a.jpg (23280 byte)

Per quanto riguarda lo sviluppo della gamma di serie, la Moskvitch provò a realizzare delle vetture abbastanza interessanti, mai entrate in produzione per i soliti motivi economici. Durante gli anni '60 furono preparate, sotto la direzione di Igor Aleksandrovich Gladilin, le due piccole 4x4 nella seconda e terza foto in alto: la "415" e la "416", sigle identificanti rispettivamente la versione aperta e quella chiusa (nella prima foto, invece, il primo prototipo, smaccatamente copiato dalla Jeep americana). Il motore era quello della berlina "407", ovvero un 1360 cc. da circa 40 cv; il cambio era a quattro rapporti, con riduttore a due velocità, la velocità di 105 km/h. Questo veicolo fu abbandonato per lasciare spazio alla produzione delle berline. Successivamente, il progetto fu ripreso negli anni '70, con il più moderno 1500 monoalbero in testa da 75 cv, e la vettura fu rinominata Moskvitch "2150" (quarta e quinta foto); purtroppo, nemmeno questa versione rinnovata entrò in produzione. 

them-n31.jpg (9461 byte) them-n33.jpg (9586 byte) vniitept-front.jpg (10099 byte) them-n32.jpg (6895 byte)

Durante gli anni '60, con il motore della Moskvitch "408" venne realizzato un interessante prototipo di monovolume, soprattutto in vista di un utilizzo come taxi, fatto importante perchè, come ben noto, nell' URSS i mezzi pubblici godevano di una particolare attenzione. Nelle quattro foto in alto, abbiamo il prototipo "PT" (in due diversi "stage" di realizzazione), realizzato nel 1964-65 dal VNIITE, un istituto di design russo. Il quattro cilindri Moskvitch era piazzato in posizione posteriore trasversale, e vi erano diverse soluzioni interessanti, come i sedili in un unico stampato di poliuretano ed il posto guida regolabile spostando longitudinalmente la pedaliera e non il sedile. La carrozzeria era in pannelli in materiale plastico, montati su di uno "space-frame" in acciaio: una vettura davvero moderna per i tempi (nonostante il motore datato), se pensiamo che ancora oggi parecchi prototipi di monovolume utilizzano tale soluzione! A ogni modo, questo veicolo -che teoricamente doveva essere prodotto in una nuova fabbrica nella città di Erevan, in Armenia- non venne mai prodotto in serie. 

nami-0107Vasilek.jpg (10988 byte) nami-0107B.jpg (18201 byte)

Negli anni '60, un altro istituto statale di ricerca, il NAMI, realizzò il prototipo nelle due foto in alto, battezzato NAMI-107 "Vasilek" ("vasilek" significa "fiordaliso"), disegnato da E.V.Sabo, importantissimo in quanto fu la prima auto russa a trazione anteriore! Il motore era probabilmente un Moskvitch da 45 cv: nella prima foto in alto, abbiamo un disegno del 1965, mentre nella seconda foto è raffigurato il prototipo marciante del 1968. Nemmeno questa auto, che ricorda vagamente la nostra Autobianchi "Primula", entrò mai in produzione.

 pic__filename__666.jpg (9220 byte) pic__filename__658.jpg (11403 byte) MOSKPROTO1.JPG (15773 byte) pic__filename__669.jpg (11676 byte) 76-78-4.jpg (10633 byte) m356.jpg (43736 byte) m356zad.jpg (34315 byte)

Anche nel settore delle normali berline ci furono tentativi di modernizzare la produzione, purtroppo andati a vuoto per le solite ragioni economiche. Ecco alcune rarissime immagini al riguardo. Nel 1970, si iniziò con il prototipo "3-5-3" (prima foto in alto), più grande rispetto alla "412" di serie, ma dotata della stessa meccanica, senza modifiche. Ci furono poi altri studi (seconda foto), e nel 1973 venne realizzato il il prototipo "3-5-6" (ultime cinque foto in alto), sempre piuttosto anonimo nell'estetica, ma dotato di nuove sospensioni (non più a balestra, ma a molle elicoidali), nonchè del motore della "412" portato a 1800 cc., e dotato di doppio carburatore. Sempre a trazione posteriore, sarebbe stata disponibile anche con un cambio automatico Borg-Warner, vera "chicca" per un'auto russa...La potenza era di 103 cv, tutt'altro che disprezzabile per l'epoca! 

MOSKPROTO3.JPG (21660 byte) pic__filename__659.jpg (9469 byte) moskc1s.jpg (38483 byte) moskC1.jpg (47894 byte) moskC1baule.jpg (31725 byte) moskC1dash.jpg (32954 byte) pic__filename__662.jpg (8963 byte)

Ancora più interessante il prototipo "C1" del 1974 (prime sei foto in alto), con una carrozzeria "hatchback" assai simile alla Saab 900 prima serie. Il motore era sempre di derivazione "412" (in questo caso portato a 1700 cc., 81 cv, 150 km/h), la trazione sempre posteriore, ma le sospensioni erano tutte nuove, indipendenti sulle quattro ruote, con un avantreno McPherson e un retrotreno a bracci triangolari, come sulle BMW dell'epoca! Un vero peccato che tale vettura non sia entrata in produzione. La "C1" fu seguita, nel 1976, dal prototipo "C2" (settima foto), con una carrozzeria vagamente simile alla Opel Kadett D del '78, e con alcuni elementi di sicurezza passiva, come il cofano a deformazione programmata. 

   MOSKPROTO7.JPG (12159 byte) pic__filename__665.jpg (12045 byte) pic__filename__664.jpg (10304 byte) pic__filename__663.jpg (9676 byte) moskC3.jpg (96315 byte) moskC3side.jpg (38832 byte) moskC3dash.jpg (44420 byte) pic__filename__675.jpg (7301 byte)

Nelle prime sette foto in alto, il prototipo "C3" del 1975, assai più comune nella linea, e dotato della stessa meccanica della "C1". Anche la "C3" aveva sospensioni ispirate alle BMW dell'epoca, ed in effetti in fabbrica c'era una BMW "520" usata per i test e le comparazioni dinamiche. L'ultima evoluzione di questa serie di prototipi fu la "C4" (ottava foto), una cinque porte dal look quasi sportiveggiante. Purtroppo, il Governo Sovietico rifiutò tutte queste proposte (giudicate troppo costose), e ordinò al team di ingegneri della Moskvitch di copiare semplicemente, per la produzione del modello definitivo (ovvero la futura "2141"), la Talbot-Simca "1308" (che era stata eletta Auto dell'Anno 1976). Un'altra dimostrazione che i Russi avevano le capacità, ma non i mezzi, nè, soprattutto, gli stimoli...

  azlk_17.jpg (11277 byte) azlk_19.jpg (20264 byte) azlk_18.jpg (20679 byte) 

Fra la fine degli anni '80 e i primi '90, si ritentò anche la carta delle monovolume. Nelle tre foto in alto, abbiamo la "2139-Arbat", un prototipo di monovolume a 7 posti realizzato nello stesso anno. Decisamente razionale ed esteticamente moderna (basti pensare che la squadrata Renault "Espace" risale ad appena quattro anni prima), la "Arbat" annoverava una porta scorrevole posta sul lato destro e sedili che potevano essere girati di 180 gradi contromarcia, come sulle migliori realizzazioni occidentali. Purtroppo, nemmeno questo prototipo venne mai prodotto in serie. 

 

Dagli anni '80 ad oggi (modelli attuali)

 AZLK-BLU.JPG (16352 byte) ALEKO.JPG (14189 byte) MOSK2141REAR.JPG (11651 byte) 002sgs.jpg (17671 byte) MOSKPROTO80.JPG (21297 byte)

Finalmente, nel 1986, entrò in produzione la "2141", o "Aleko" per i mercati esteri (prime quattro foto in alto), prima trazione anteriore della Casa, come già detto ispirata alla Talbot-Simca "1308" di dieci anni prima (i soliti ritardi burocratici...), anche se le uniche componenti copiate tout-court erano i finestrini ed il tetto. Il motore era il 1.5 della "2140", successivamente portato a 1600 cc, montato longitudinalmente a sbalzo sull'avantreno, soluzione comune anche ad altre vetture europee (fra le quali l'Audi 100, dalla quale erano ripresi il gruppo sterzo, il cambio e parecchie altre parti), soluzione comunque non ideale, a causa del peso eccessivamente sbilanciato in avanti; da notare che il gruppo motore/cambio venne progettato con la consulenza del famoso studio di progettazione inglese "Ricardo". La cura costruttiva, alle solite, era relativa (vedi anche la pagina "Come vanno le auto dell' Est"). La "2141" avrebbe dovuto avere un aspetto simile al disegno nell'ultima foto in alto, con un frontale totalmente differente rispetto al modello definitivo: disgraziatamente, anche quest'occasione venne gettata al vento, e l'auto definitiva ricevette un frontale alquanto anonimo.

  MOSK-GALLERIAVENTO.JPG (19775 byte)  MOSK1997.JPG (15649 byte)  MOSK-IVANSUSANIN.JPG (18716 byte)  ALEKO-1.JPG (11730 byte) aleko4x4.jpg (12242 byte)

Tuttavia, insieme alla Lada "Samara", la Moskvitch "2141-Aleko" fu una delle poche auto sovietiche a godere di un reale studio in galleria del vento, con un Cx (dichiarato) di 0,34, nella prima foto in alto. Venivano anche utilizzati motori Lada 1.6 e Ford 1.8 diesel. Nella seconda foto, invece, una versione tre volumi presentata nel 1997, mai entrata in produzione (le successive "Kniaz Vladimir" e "Ivan Kalita" -vedi più in basso- sono più lunghe, e prive del terzo finestrino laterale); nella terza foto, una versione 4x4 (denominata "Ivan Susanin") rimasta allo stadio di prototipo. Nella quarta e quinta foto, infine, due versioni da rally (la seconda dotata di trazione integrale).

Moskvitch-2141KR19895m.jpg (16359 byte)  Moskvitch-2141KR19894m.jpg (18119 byte)  Moskvitch-2141KR19893m.jpg (13917 byte)  Moskvitch-2141KR19891m.jpg (18904 byte)

La Moskvitch "2141", quindi, nonostante la sua tecnica non proprio d'avanguardia, ha avuto le sue versioni "fuoriserie", fra le quali è sicuramente da citare la vettura nelle quattro foto in alto. Questa versione, denominata "2141-KR", fu sviluppata nel 1989 per i rally di gruppo B: il motore, montato centralmente e fornito di due carburatori Weber, aveva una cilindrata di 1995 cc, per 175 cv di potenza...non male! Quest'auto, dopo una carriera piuttosto breve e priva di successi rilevanti, è entrata a far parte di una collezione privata. Certo, una Lancia Delta S4 dà molto più prestigio al collezionista di turno, ma una Moskvitch da rally desta quantomeno curiosità!

MOSKVITCHKALITA09_WEB.JPG (18147 byte)  MOSKVITCHKALITA022.JPG (19982 byte) MOSKVITCHKALITA(DASHBOARD)_WEB.JPG (23595 byte) MOSKVITCHKALITA4.JPG (23039 byte)

Dalla "2141" sono derivati tutti i modelli attuali: per migliorare l'immagine del Marchio, non propriamente sinonimo di qualità, la Moskvitch ha costruito addirittura una berlina di lusso! La vettura che vedete nelle quattro foto sopra è la Moskvitch "Ivan Kalita", presentata nel 1997, e basata sul pianale allungato della "2141" ; il motore è un Renault F3, 2000 cc. , 4 cilindri monoalbero in testa, 113 cv, 180 all'ora di velocità massima, decisamente poco potente quindi, ma per un'andatura "da crociera" può andar bene. L'estetica risente dell'origine della scocca, ma è stata resa smaccatamente americaneggiante. Tuttavia, si può considerare a tutti gli effetti una vettura piacevole. Peccato che tale vettura costi non so quante volte di più rispetto ad una Moskvitch per i "poveri mortali" (ne vengono costruite un centinaio all' anno). 

Moskvitchduet1_01_WEB.jpg (27316 byte) MOSKVITCHKNIAZVLADIMIR_WEB.JPG (14598 byte) MOSK-KV.JPG (23378 byte) MOSKVITCHKNIAZVLADIMIR-POLICE.JPG (18830 byte) kniazvlad-restyling.jpg (6145 byte) 

Una strana variante della "Ivan Kalita" è la "Duet" (prima foto in alto), una biposto ottenuta "tagliando" senza troppi complimenti la vettura d'origine: facevano meglio a fare una spider... Nella seconda foto, abbiamo una versione un pò più semplice della "Ivan Kalita": è la "Kniaz Vladimir" (ovvero "Principe Vladimir": nome nobile per una vettura non certo eccezionale...) Quest' auto appare più vecchia della "Ivan Kalita", nonostante la scocca sia la stessa (per me, assomiglia vagamente a una Ford "Granada"); da notare, nella terza foto, il "modernissimo" look dei gruppi ottici di quest'auto (presentata nel '97, ma roba del genere si usava da noi oltre vent'anni fa...), e, dulcis, in fundo, la scritta "Kniaz Vladimir" in caratteri gotici sulla targa! Infine, nella quarta foto, la "Kniaz Vladimir" in servizio al GAI, la polizia stradale russa, sempre con motore Renault 2000 da 113 cv o poco più (se i rapinatori hanno una BMW...ti saluto bottino). Della "Kniaz Vladimir" è prevista anche una nuova versione (prototipo nella quinta foto in alto), ristilizzata e con un motore più potente, sempre Renault 2.0, ma con 16 valvole e 140 cv. Anche le sospensioni posteriori verranno modificate, con l'adozione di un sistema multilink.  

AZLKSVIATAGOR.JPG (21811 byte) SV_TAXI01.JPG (14398 byte) MOSKVITCHPICKUP.JPG (10522 byte)  MOSK_02PICK.JPG (12439 byte) 

    Nel 1997, la "2141" base è stata parzialmente rimodernata, e ribattezzata "Sviatagor", nella prima foto in alto (è evidente che non la esporteranno mai con questo nome, che mi suona adatto a qualche prodotto afrodisiaco, tipo il Viagra...). E' offerta con il classico (diciamo pure vecchio) motore UZAM monoalbero aumentato a 1700 cc., 160 all'ora, e con l' altrettanto vetusto motore Lada 1700 (quello della Niva), con prestazioni appena superiori. C'è inoltre la versione di punta con il motore Renault 2000 da 113 cv. E' migliorata la componentistica (Valeo, Lucas, ecc.), ma l' estetica non è comunque cambiata granchè...Ad ogni modo -e ritorniamo sempre al punto di prima- costa poco. E per un russo, il prezzo è vitale. Nella seconda foto, è raffigurato il modello "Yuri Dolgoruki" (ovvero una "Sviatagor" allungata; il nome è ripreso dal fondatore della città di Mosca), nell'allestimento taxi: decisamente non è una bellezza.... Nella terza e quarta foto, due versioni pick-up, rispettivamente a singola e doppia cabina. 

mosk-proto.jpg (10606 byte)   mosk-proto2.jpg (5071 byte)

   Attualmente la AZLK produce la vecchia Renault "19", la "Mègane" e la "Clio" su licenza. Tuttavia, a dispetto della disastrosa situazione finanziaria, si sta lavorando su nuovi modelli, anche se forse si punta un pò troppo in alto...E' allo studio, difatti, un progetto di un'intera gamma di vetture di segmento alto (denominato "X1"), che prevede, ad esempio, un monovolume a trazione anteriore o integrale (due foto in alto)...

mos-2.jpg (11764 byte)  mos-3.jpg (7146 byte)  mos-4.jpg (12671 byte)

...ed addirittura una vettura di lusso (tre foto in alto) destinata a confrontarsi con mostri sacri quali BMW, Mercedes ed Audi! Questa vettura, che si chiamerà probabilmente "Alexander Nevsky", sarà equipaggiata con motori V6 (3000 cc, 185 cv) o V8 a benzina, e con dei Diesel a quattro o cinque cilindri. La carrozzeria ha un design classicheggiante e piacevole, con il lunotto quasi verticale, ed un Cx di 0,30. L'equipaggiamento dovrebbe essere di altissimo livello, è prevista addirittura una garanzia sulla corrosione superiore ai 10 anni (un bel progresso rispetto ai modelli passati...), ed il prezzo sarà di 22.000 dollari, semplicemente inavvicinabile per la stragrande maggiornaza dei Russi! Inoltre ho letto che è stato addirittura siglato un accordo con la INTEL per la fornitura di processori per la gestione di GPS ed altre chicche (!). Sarà, rimane il fatto che di recente alla Casa è stata sospesa l'erogazione dell'energia elettrica, a causa delle bollette non pagate (!)...non per niente, fra fantasie di "grandeur" tipicamente russe e ben più prosaiche carenze finanziarie, per la produzione definitiva di queste auto si parla di almeno cinque anni, sempre se tutto andrà bene! Speriamo almeno -per i Russi, più che altro- che i nuovi modelli, se mai verranno prodotti, non si "decompongano" come in passato... 

...lunga vita alla Gioventù Leninista (si tira a campare!)

----------------

NOTA: la AZLK è definitivamente fallita nel 2002, e la fabbrica ha chiuso i battenti. Per non modificare tutta la pagina modificando i verbi all'imperfetto, ho ritenuto opportuno inserire questa stringata nota.

La Gioventù Leninista è morta...lunga vita alla Gioventù Leninista! :-)

Alcune foto tratte da www.sovavto.cjb.net , http://mikusgr8.chat.ru/m2141ind.htm , www.motor.ru , www.cartinki.ru , www.zr.ru , www.autogallery.org.ru 

  

 HOMEPAGE