GAZ - VOLGA

La GAZ (Gorkovsky Avtomobilny Zavod, "Fabbrica Automobili di Gorkyi") è la seconda fabbrica russa in termini di produzione, oltre che una delle più antiche (è stata fondata nei primi anni '30).  A differenza della Lada, nonostante le ragguardevoli dimensioni della fabbrica, non è molto  conosciuta da noi (probabilmente è nota solo a chi ha fatto un viaggio nei paesi dell' ex-area sovietica,  e a coloro che ricordano la Gaz-69,  una 4x4 molto simile all' UAZ 469 che si vide anche da noi in pochi esemplari). Nell' immaginario dell' automobilista russo, il suo modello più noto, la "Volga", ha sempre rappresentato l'appartenenza ad un ceto sociale alto: era principalmente riservata, infatti, ai funzionari del PCUS e di altri enti statali (per le massime cariche dello Stato c'erano poi le limousine di rappresentanza ZIL, mastodontiche e lunghissime, oltre alle GAZ "Chaika").

 

Gli inizi (ed alcuni prototipi)

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La GAZ, come già detto, è stata fondata nei primi anni '30 a Gorky (oggi Nizhniy Novgorod), con l' aiuto della americana Ford...con l'aiuto degli americani? Sì, perchè durante il primo "piano quinquennale" dell' URSS, si fece ampia leva sull'aiuto tecnologico occidentale per sviluppare l'industria pesante sovietica (clicca qui per leggere l'accordo ufficiale fra i sovietici e gli americani). Di conseguenza, il primo modello prodotto dalla Casa, la GAZ "A", non è altro che...una Ford "A", quindi identica all' omologa americana nell' estetica e nella meccanica (prima foto in alto). In alto a destra (sulla sinistra nella foto), il progettista della GAZ Andrej Aleksandrovich Lipgart, autore di molte delle vetture prodotte a Nizhny Novgorod (fra cui il modello "Pobjeda" degli anni '40). In questo periodo, la GAZ inizia anche la produzione di camion, diventando così una delle maggiori industrie sovietiche. 

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Fra i modelli anni '30, è da citare soprattutto la GAZ "M-1 Emka" (tre foto in alto), in quanto, pur rimanendo assai simile alla Ford, fu la prima auto russa ad essere prodotta specificamente per le disastrate strade sovietiche. Per la prima volta nella storia russa, ad esempio, compaiono gli ammortizzatori idraulici al posto degli inefficaci ammortizzatori meccanici a frizione. Fu prodotta con motori a sei o quattro cilindri, ed era abbastanza affidabile, tanto che parecchi esemplari sono ancora in circolazione, talvolta addirittura usati quotidianamente! A proposito della "A" e della "M-1", Adriano Sofri ha scritto un interessante articolo su di una singolare storia di "rottamazione" svoltasi durante gli anni '30, per motivi...politici: clicca qui per leggerlo. 

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Da queste auto, inoltre, vennero ottenuti anche diversi prototipi da strada e da competizione. Nelle prime due foto, è ritratta la GAZ "Aero" (1934), disegnata da Aleksei Osipovich Nikitin, primo esempio di vettura aerodinamica in Unione Sovietica. Il motore, derivato dal modello "A", aveva tuttavia solo 38 cv (48 nella seconda versione con testata in alluminio), per una velocità max di appena 106 km/h. Le foto mi sono state fornite da Andrei Nikitin, nipote del progettista. Non molto più veloce era  il "siluro" nella terza foto, realizzato nel 1936, che raggiungeva una velocità max di 112 km/h (pochino anche per gli anni '30)! Nella quarta foto, invece, la "A-Sport" (seconda foto), realizzata da A. Girelja nel 1937: sempre derivata dalla "A", era anch'essa un esperimento abbastanza..."artigianale", ed era capace di 130 km/h scarsi.

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Col tempo, però, le versioni da competizione vennero migliorate,e si ottennero delle auto discretamente veloci per l'epoca (anche se non certo dei missili...), come la GAZ "TSAKS" del 1937 (prima e seconda foto in alto), derivata dalla  GAZ "M-1", e quindi dotata di un motore 6 cilindri da 3300 cc (50 cv, 135 km/h di velocità max). Nella quarta foto, invece, è rappresentata la GAZ "GL-1" del 1938, sempre con base meccanica derivata dalla "M-1", ma con 60 cv per 150 km/h di velocità max. Tale vettura fu anche equipaggiata con una "cupola" aerodinamica sul posto di guida, che aumentò la velocità max a 162 km/h. Naturalmente gli occidentali avevano già battuto record ben più elevati, ma, se non altro, in poco più di un anno, si erano guadagnati 30 km/h...

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Alla fine degli anni '30, iniziarono gli studi per una nuova vettura. Vennero realizzati alcuni prototipi dotati di linee decisamente aerodinamiche e moderne (prime due foto in alto), simili per certi versi alle cecoslovacche Tatra (e, in parte, alla successiva GAZ "ZIM-12"), ma la scoppio della guerra bloccò il progetto. Tuttavia, tali prototipi non furono inutili: nel 1946, fu infatti lanciata la "M-20 Pobjeda" (ultime tre foto in alto), una grossa 2100 a quattro cilindri (il motore era derivato dal 6 cilindri della "M-1" anni '30) prodotta fino al 1958. "Pobjeda" significa "vittoria": tale nome (in onore della vittoria contro i Tedeschi) fu deciso dall'onnipresente Stalin, che -incredibile a dirsi- si arrogò anche il diritto di scegliere il motore, a quattro cilindri anzichè a sei! Tale vettura aveva prestazioni piuttosto limitate anche per i tempi (52 cavalli per 105 km/h!), tuttavia non era priva di elementi di interesse, come la carrozzeria a due volumi molto curata aerodinamicamente: il Cx dichiarato (sicuramente il dato reale era peggiore, ma si trattava comunque di un ottimo risultato per i tempi) era addirittura di 0,31, migliore di molte vetture odierne! Inoltre la vettura era abbastanza affidabile, e dotata di un buon comfort (le sospensioni erano nuove, indipendenti all'avantreno). 

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Da segnalare inoltre i prototipi di monovolume nelle quattro foto in alto, realizzati fra il 1952 e il 1953, ed equipaggiati con il motore 2100 della "Pobjeda", piazzato però posteriormente, modificato nella testata (con distribuzione a valvole miste, ovvero laterali ed in testa) e dotato di trasmissione automatica (63 cv, 113 km/h). Diciamo che tale veicolo (battezzato "NAMI-013"; il NAMI era un istituto di ricerca sovietico) come concetto era molto simile alla nostra Fiat "600 Multipla"; inoltre, anche se il look non era certo memorabile (per non dire altro...), rivelava una buona cura dal punto di vista dell'aerodinamica e dell'abitabilità. Peccato che, meccanicamente, fosse un vero disastro: il motore scaldava parecchio, e, incredibile a dirsi, un clamoroso errore di progettazione del sistema di sterzo faceva sì che, girando il volante a destra, l'auto andasse a sinistra e viceversa!!!! Il numero "013", davvero non aveva portato fortuna...Così, a causa della imperdonabile sbadatezza dei progettisti, questa interessante vettura venne accantonata. 

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Da citare anche la piccola vettura nelle tre foto in alto, battezzata GAZ "18". Dotata di un bicilindrico di 500 cc. abbinato ad un cambio automatico, tale vettura fu realizzata nel 1958 in prospettiva di una produzione destinata in particolare agli invalidi della Seconda Guerra Mondiale. E' rimasta allo stadio di prototipo, ed è ora conservata nel museo della Casa.

 

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Dalla tutt'altro che veloce "Pobjeda" vennero ricavati, durante gli anni '50, persino dei "siluri" da record! Nelle prime due foto in alto vediamo infatti due esemplari di "Pobjeda Sport", rispettivamente del '51 e del '55, caratterizzati da forme molto slanciate e aerodinamiche, e mossi da unità di 2500 cc. derivate dalla berlina, ma dotate, a seconda delle versioni, di testata in alluminio, pistoni a maggiore compressione, doppia accensione e compressore volumetrico, per 105 cv di potenza e 165 km/h sulle ultime versioni. Del 1951 è invece il "missile" nella terza foto, chiamato stranamente GAZ "Torpedo": stesso motore 2500 sovralimentato da 105 cv, ma, a differenza delle "Pobjeda Sport" la base non era derivata dalla berlina, bensì realizzata appositamente, con telaio tubolare e carrozzeria entrambi in alluminio. In questo modo, la velocità saliva a 190 km/h, grazie al peso più contenuto. 

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Un evidente riflesso dell' "orgoglio sovietico" lo si ha invece con l'incredibile "siluro" nella foto in alto, datato 1954 e progettato da A. Smolin, con un look che è difficile non paragonare a quello di un aereo...difatti il motore era a reazione, e proveniva nientemeno che da un caccia MIG-17, con una potenza di 2700 cv sulla versione aeronautica!!! Con questo vero e proprio missile su ruote, guidato da M.A. Metelev, la GAZ voleva inseguire gli americani nella corsa al record mondiale assoluto di velocità (che allora era di 694 km/h). Purtroppo, dopo alcuni test preliminari in cui si volle volutamente non superare i 300 km/h in attesa di pneumatici adatti, una serie di inconvenienti logistici -ed anche un incidente, peraltro non grave- fecero sì che l'interessante progetto venisse messo in naftalina. Del resto, lo sforzo tecnologico nazionale era concentrato a realizzare gli aerei "veri"!

 

Le 4x4 dell'Armata Rossa

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Già nel 1938, la GAZ aveva iniziato a costruire dei 4x4 da destinare all'Armata Rossa, la quale, di lì a poco, avrebbe affrontato le truppe dell'Asse: il primo modello è la GAZ "61", ispirato, come la successiva e pressochè identica GAZ "64" (prima foto in alto; la seconda foto ritrae un esemplare corazzato),  all'americana Bantam. Nel 1943, nasce la GAZ "67" (terza foto in alto), con svariati miglioramenti (fra i quali un serbatioio aggiuntivo sotto il sedile del guidatore): pare che la vettura fosse addirittura superiore, in fuoristrada, alle analoghe realizzazioni statunitensi (Willys, Bantam, Ford), ma meno affidabile ed economica (poteva arrivare a consumare anche mezzo litro di benzina a chilometro!!!), e con vari problemi ai freni, fra l'altro difficili da riparare.

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in verità, fra i primi 4x4 dell'Armata Rossa, ci fu anche il veicolo nelle tre foto in alto, realizzato nel 1941-42 dall'Istituto di ricerca "NATI". Battezzato NATI "AR" e realizzato da F.Andronov, questo fuoristrada era in competizione con il GAZ "64" per essere scelto quale fuoristrada ufficiale dell'Armata Rossa durante quel periodo. Come sul rivale, il motore era lo stesso della GAZ "M-1 Emka", ma con due carburatori derivati dalla vettura KIM "10" (il primo modello prodotto dalla Moskvitch), che aumentarono la potenza da 50 a 57 cv. Entrambi i prototipi vennero sottoposti a Stalin, e alla fine la scelta cadde sulla GAZ "64". Strano, perchè la NATI "AR" sembrava avere un design molto più moderno rispetto alla rivale...ma per mettere in discussione le decisioni di Stalin, ci sarebbe voluto un bel fegato!

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Nel 1953, appare la GAZ "69" (prime due foto in alto), o anche "Kozlov" ("capra" in russo), radicalmente rinnovata rispetto ai primi modelli da fuoristrada. Come già detto, qualche esemplare di questa 4x4 si è visto anche in Italia. Il progettista di tale modello si chiamava Grigory Moiseevich Vasserman, e lasciò lo stesso motore a valvole laterali (2.1 di cilindrata, con 55 cv di potenza) delle berline "Pobjeda", prodotte nello stesso periodo. Come le precedenti 4x4, alcune versioni erano dotate di doppio serbatoio (47 litri sotto il pianale, e 28 litri sotto il sedile di guida); inoltre, la trasmissione (trazione posteriore con l'anteriore inseribile) aveva alcune interessanti caratteristiche, come le marce ridotte che potevano essere azionate solo con la trazione integrale inserita, in modo da evitare sovraccarichi di sforzo sull' asse posteriore. Ne venne realizzata anche una versione anfibia: la GAZ "46-MAV" (terza foto in alto), dotata dello stesso motore e capace di navigare a 9 km/h in acqua.  

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 Successivamente, la produzione della GAZ "69" (della quale vediamo in alto alcune curiose immagini d'epoca, con il guidatore che, dotato di colbacco e baffoni "d'ordinanza", corteggia una bella contadina russa!) fu spostata ad Ulyanovsk, in Ucraina, per dare vita alla ben nota UAZ (vedi). Questo modello, fra l'altro, fu adottato dagli eserciti di parecchi Paesi, anche fuori dall' Europa dell' Est, in Africa, Mongolia, Cuba ed Afghanistan (e difatti, riguardo agli attacchi USA contro l'Afghanistan in seguito al tragico abbattimento delle Twin Towers, si sono visti di recente in TV molti esemplari di questa 4x4, assieme alle "cugine" UAZ: spesso si tratta di esemplari requisiti all'esercito sovietico durante gli anni '80). 

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Da notare che l'assistente di Grigory Moiseevich Vasserman (come già detto, era il progettista del fuoristrada "69"), Vitaly Andreevich Grachev, realizzò perfino una variante 4x4 della "Pobjeda", siglata "M-72" (prima foto in alto), prodotta per un breve periodo a partire dal 1955, e realizzata sul telaio della GAZ "69"! Una vera "sport-utility" ante-litteram...Nella seconda e terza foto, la versione pick-up, battezzata "M-73", sempre a trazione integrale inseribile.

 

Le limousine

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Nel 1948, la GAZ (in quel periodo chiamata anche "ZIM", Zavodi Imeni Molotova, in onore dell' allora Ministro degli Esteri Molotov) viene incaricata dal Governo di realizzare una limousine a 6 posti, destinata a piazzarsi fra la più piccola (si fa per dire..) "Pobjeda" e la prestigiosa ZIS "110". Il termine prefissato dal Governo era di soli 29 mesi (per le vetture destinate alla gente comune ce la si prendeva assai più comoda...), per cui le scelte erano due: copiare in toto l'americana Buick (scelta più facile), o utilizzare gruppi motore già esistenti, ma adattati e migliorati per il nuovo impiego, con una scocca completamente nuova. Fu scelta la seconda via, e nel 1950 (giusto in tempo per non incorrere nelle ire di Stalin!) nacque la GAZ "12-ZIM" (quattro foto in alto), incrocio fra il pianale allungato della "Pobjeda" ed un motore a 6 cilindri derivato dai modelli di 15 anni prima (3500 cc, 90 cv di potenza). 

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La vettura rimane comunque di chiara ispirazione americana: è davvero singolare che i russi si ispirassero, per i loro modelli, alle vetture del loro peggior nemico! In alto, alcune viste di questa vettura, che per i russi era un vero e proprio sogno, con ricche finiture ed equipaggiamenti (c'era anche una radio a tre bande) e, soprattutto, un livello costruttivo inimmaginabile per le auto destinate ai "comuni mortali" russi: si pensi che la vettura poteva passare su 55 cm d'acqua senza che una goccia penetrasse nell'abitacolo, e come se non bastasse c'era anche una guarnizione antipolvere! 

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L'impostazione "americana", caratteristica anche delle "cugine" ZIL (vedi), rimane anche nei modelli di limousine successivi. In alto (prima foto), possiamo vedere una GAZ "Chaika M-13" (molto simile alla ZIL "111"), ritratta nella terza foto in una versione bicolore, nella quarta foto nella versione cabrio da parata, e nella quinta foto nella rara versione station-wagon. "Chaika", in russo, significa "gabbiano", animale riprodotto dal simbolo sulla calandra. La "Chaika 13" era sostanzialmente ispirata alla americana Packard, sia nello stile, sia nel grosso motore V8 ad albero a camme centrale. Inoltre, fu usata in particolare dal KGB: immagino che la visione di una vettura simile per strada fosse abbastanza inquietante per il Russo medio...

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Nelle quattro foto in alto, invece, la successiva "Chaika 14" (versioni berlina e cabriolet), lanciata nel 1977. In questo caso, il grosso otto cilindri (5500 cc.) saliva a 220 cv di potenza, per una velocità max di 175 km/h...velocità piuttosto contenuta in relazione alla potenza, ma si tenga conto che la vettura era lunga 6, 11 metri, e pesava 2600 kg (!!). Ed era persino più leggera della ZIL, che pesava quasi una tonnellata in più: 3400 kg (!!!). Anche le "Chaika" erano contraddistinte da equipaggiamenti sontuosi, ancor più che sulla "12-ZIM", e furono usate da Capi di Stato come Breznev, Andropov e Kruscev. Altro che tecnologia sovietica povera e  arretrata...la tecnologia c'era, ma veniva riservata davvero a pochi! 

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