ZIL

Quello che vedete in alto è l'uomo che ha governato per anni i destini di mezzo mondo, ovvero Stalin, ripreso mentre accarezza l' oggetto dei desideri e del labile orgoglio di un impero che si rivelerà fatto di carta. La storia della ZIL (Zavod Imeni Lihacheva) è essenzialmente una metafora del potere sovietico, con le sue grandi ambizioni, e le sue altrettanto grandi contraddizioni, che porteranno l'URSS allo sfacelo e ad una stentata rinascita, ma senza il simbolo della falce e martello. 

Gli inizi

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La storia della ZIS/ZIL è, per certi versi, simile a quella della ceca Tatra: come questa, infatti, produceva principalmente camion (anche su licenza FIAT) e aveva una sezione più piccola destinata alla produzione di auto di lusso. La ZIS nasce nel 1933 da una ricostruzione dell' AMO (Avtomobilnoe Moskovskoe Obshchestvo, ossia Impresa Automobilistica Moscovita, fondata nel 1924), la fabbrica costruttrice del primo camion sovietico; il nome dell' epoca (con la "S" finale) sta per "Zavod Imeni Stalina", quindi è platealmente dedicato a Stalin. In alto a sinistra, vediamo una ZIS "101" del 1936, in posa al Cremlino, circondata dai suoi creatori e dalla nomenklatura dell'epoca: da sinistra a destra, I. A. Lihachov (direttore della ZIS), G. K. Ordjenikidze (ministro dell'industria pesante), Stalin (segretario generale del PCUS e presidente dell' URSS), V. M. Molotov (ministro degli affari esteri), A. I. Mikoyan (ministro del commercio). In alto al centro, la stessa vettura viene religiosamente toccata da alcuni poveri contadini russi, immagine che contrasta con la foto precedente, dove la stessa sfarzosa auto è ritratta con uno degli uomini più potenti della Terra. 

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La prima vettura è, appunto, la ZIS "101" del 1936, dotata di un 8 cilindri in linea, di 5800 cc. di cilindrata, per una potenza max di 90 cavalli e 115 km/h di velocità massima. La sua evoluzione, la 101-A (prima foto in alto), ha 20 cavalli in più, per circa 130 all'ora di velocità massima, e verrà prodotta fino al 1941. A differenza delle contemporanee Tatra, la ZIL "101" non è certo frutto di un progetto originale, anzi: la vettura è di netta ispirazione statunitense (!), tesi rafforzata dalla presenza di un cambio automatico a 3 marce con convertitore di coppia. Nella seconda foto in alto al centro, il marchio utilizzato all'epoca. In realtà, la ZIS "101" avrebbe dovuto essere successivamente sostituita dal prototipo nella terza foto in alto (1940), disegnato dall' ingegnere aeronautico J. Dolmatovsky, completamente diverso e molto più originale, in quanto dotato di carrozzeria aerodinamica e di motore sempre V8, ma raffreddato ad aria e collocato posteriormente (tutte soluzioni già adottate dalla Tatra). Tuttavia non se ne fece nulla, e la ZIL/ZIS continuò con modelli scopiazzati dalle vetture americane.

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Della "101-A" verrà approntata addirittura una bella versione sportiva, la "101-A Sport" del 1939 (quattro foto in alto, di cui una tratta da un numero della "Pravda"; le foto mi sono state fornite da Andrei Nikitin, http://www.autohistory.de), il primo di una ristretta serie di tentativi della Casa di produrre auto sportive. Tale vettura, disegnata da Valentin Nikolaevich Rostkov, ed equipaggiata con lo stesso 5800 cc. della berlina, potenziato però a 141 cv, raggiungeva i 162 km/h dichiarati (anche se sul numero della "Pravda" si parla di 170-180 km/h). Venne realizzata in appena 1 o 2 esemplari; tuttavia rimane come uno dei migliori esempi di auto costruita in URSS, pur essendo anch'essa ispirata ad altre realizzazioni occidentali. 

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 Dopo un parziale smantellamento delle linee produttive, spedite a Miass (dove verrà fondata la UralAZ, altra fabbrica di camion diffusa in Russia) e ad Ulyanovsk (per creare quella che sarà la ben nota UAZ), la produzione moscovita delle vetture ZIS riprende nel 1946, con il modello "110". Tale vettura -come le precedenti- non è altro che una copia russa di un modello americano, nella fattispecie la Packard 180 del 1938: quindi, motore a 8 cilindri di 6 litri di cilindrata, 140 cavalli, oltre 140 km/h. In alto, una "gallery" di foto dell'epoca, un esemplare restaurato, e la versione cabrio

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La "110" rimarrà in produzione per vent'anni suonati, fino al 1958. In alto, due immagini della fabbrica, dove le ZIS/ZIL venivano costruite con una cura certosina, difficilmente riscontrabile nelle auto russe riservate al "volgo"! La "110" -riservata, come le ZIL successive, esclusivamente alle più alte cariche dello Stato sovietico- costituisce occasione per una breve dissertazione sull' "orgoglio" nazionale dell'epoca sovietica, tipico anche della Russia post-comunista: non serve a niente proclamare una presunta superiorità nel campo della tecnica e dell'industria (di qualsiasi tipo di industria si tratti, automobilistica, aerospaziale, ecc.), se poi si sceglie la via più breve quanto più anacronistica per svolgere l' impegnativo e "morale" compito di progettare un' auto di rappresentanza, ovvero scopiazzare brutalmente le auto dei tanto disprezzati "yankee" imperialisti!

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Ma alla ZIS si decise persino di seguire la scia delle "dream-car" americane, e il risultato fu la vettura nelle quattro immagini in alto: la ZIS "112" prototipo del 1951, con una carrozzeria a metà fra un missile ed un aereo! Questa vettura a tre posti, lunga ben 6 metri ed ispirata in parte alla contemporanea Buick "Le Sabre" (anche se stavolta non si poteva parlare di vera e propria copia), montava un otto cilindri sperimentale di 6 litri da 182 cavalli, equipaggiato dapprima con due e successivamente con quattro carburatori; c'erano anche un sistema per la messa a punto rapida dell'accensione ed il radiatore dell'olio. La velocità massima era di 204 km/h, una vera meraviglia per l'epoca, se si pensa che i Russi non avevano la minima cognizione di cosa fosse un'auto da 200 all'ora...

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Successivamente la ZIS "112", che veniva regolarmente utilizzata in gare nazionali (nonostante ingombri e assetto non proprio "racing": la vettura pesava ben 2450 kg!) venne modificata tramite l'accorciamento del corpo vettura, la rimozione dell'hard-top ed un ulteriore leggero potenziamento del motore: 192 cv per 210 all'ora (prime due foto). Nella terza foto, invece, la "112" al via di una gara, e, nella quarta foto, con al volante il pilota sovietico Nikolaj Kurbatov. Si può dire che le due superpotenze, USA e URSS, utilizzassero queste "dream-car" a fini diversi: in URSS queste auto venivano costruite (peraltro con scarsa frequenza) esclusivamente a scopo propagandistico, per dimostrare la forza tecnologica e militare nazionale; lo stesso valeva anche per gli USA, ma in quel caso l'orgoglio patriottico serviva, molto più prosaicamente, per "fare colpo" sui potenziali clienti e vendere più auto. 

 

Dall' era post-stalinista agli anni della "perestrojka"

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Nel 1956, alla morte di Stalin, la nuova nomenklatura russa non esita a sbarazzarsi dell' iconografia dell' uomo che aveva governato con il pugno di ferro l' URSS per svariati anni; è cosi che la "ZIS" cambia nuovamente nome, e diventa definitivamente "ZIL" (Zavod Imeni Lihacheva, ossia "Complesso Industriale Lihachev"). Gli ingegneri della fabbrica di Stato sovietica -guidati dal progettista A.N.Ostrovtsovym- si mettono al lavoro per fornire al Cremlino un nuovo modello di rappresentanza. Nel 1959, nasce così la "111" (seconda e terza foto in alto), primo modello nato sotto l'egida del nuovo Marchio, i cui studi erano iniziati nel 1955 (nella prima foto in alto, uno dei primi disegni). Noterete subito che si tratta di una vettura di stile smaccatamente americano, ancor di più rispetto alle precedenti vetture. Ed "americana", la ZIL, lo era anche nella meccanica: come definire altrimenti, un motore V8 di 6.000 cc. da 200 cv, con distribuzione ad aste e bilancieri, cambio automatico a tre marce e trazione sulle ruote posteriori? La ZIL "111" era ispirata, in definitiva, alla Packard "Caribbean", così come era ispirata ad una Packard la precedente ZIL "110".

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Tale "vizio" (ma, più che di vizio, è maggiormente corretto parlare di necessità) di copiare il prodotto USA era comune, in quel periodo, oltre che ai russi e ai giapponesi -questi ultimi, però, in seguito avrebbero fatto vedere di che pasta erano fatti!- anche ai cinesi, con le loro berline "Hongqi", dall'aspetto esterno "americano", ma dagli interni rivestiti di una pacchiana tappezzeria color porpora bordata d'oro...Nè si può dire diversamente per le "111" berlina e cabrio seconda serie (seconda, terza e quarta foto in alto, la quarta con Gorbaciov e Castro durante una visita del leader sovietico a L'Avana), prodotte a partire dal biennio 1963/64, e precedute da un primo prototipo del 1961 (prima foto in alto). La somiglianza con le Cadillac si fa drammatica, e mancano solo un bel paio di "pinne" posteriori per ottenere una bella "Eldorado" alla russa! Nel 1960, in occasione della visita del presidente americano Eisenowher, si pensò di realizzare la vettura speciale per parate nella quarta foto, disegnata da E. Molchanov, e nel 1964 si pensò anche ad un minivan di lusso, battezzato "Start" (quinta foto), sempre piuttosto americaneggiante. Tuttavia, entrambe non vennero mai prodotte. 

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Ma i tecnici della ZIL non guardarono solo all' America, e scopiazzarono a 360 gradi, volgendo i loro occhi anche verso le "barchette" sportive del Vecchio Continente! Una vera e propria "sindrome giapponese"dei tecnici russi, impegnati nel copiare quanto i loro ex-nemici con gli occhi a mandorla. I sovietici volevano farsi valere, oltre che nelle campagne militari, anche nelle competizioni automobilistiche, ottenendo però umilianti sconfitte dalle ben più raffinate e collaudate vetture di Paesi grandi un centesimo dell' URSS...Tuttavia, non si può dire che non ci fosse buona volontà da parte dei tecnici sovietici. Nelle prime tre foto in alto, abbiamo la ZIL "112 Sport" (1961), progettata da V.F. Rodinov. Era equipaggiata con il motore della berlina "111", potenziato a 240 cv tramite l'adozione di quattro carburatori K-85, abbinato a sterzo e sospensioni anteriori della GAZ "M-21 Volga" e al cambio della ZIS "110". Al retrotreno c'era un ponte De Dion abbinato a bracci triangolari; i freni, tutti a tamburo, dietro erano montati all'uscita del differenziale (quarta foto); le ruote erano fissate con un solo, grosso dado centrale. L'accelerazione da 0-100 avveniva in 9 secondi, il peso era di 1330 kg, la velocità massima di 260 km/h. Nel 1965 venne realizzata un'evoluzione con freni a disco e motore potenziato a 270 cv. Una rivista inglese la definì la "Ferrari Testarossa russa"....ed effettivamente, l'aspetto esterno era davvero simile! Se non altro, un pelo più originale (anche se sembra uno strano ibrido fra una Cadillac e una "barchetta") è la ZIS "112/4", risalente a qualche anno prima, per la precisione al 1958 (terza foto): aveva 200 cv per 230 km/h dichiarati e, nonostante la carrozzeria in fiberglass, pesava la bellezza di 1800 kg...

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L' opera di imitazione della ZIL segue l' evoluzione nel tempo delle berline USA, e quindi la fine degli anni '60 segna il ritorno a linee più squadrate ed austere. Le ZIL "114", "117" e "115" (tre foto in alto), prodotte a partire dalla fine degli anni '60, "alzano il tiro" nella cilindrata del motore (proprio come le americane del periodo...), facendo un bel salto di un litro, e arrivando a 7000 cc. , con oltre 300 cavalli dichiarati (ben 100 in più, rispetto alle "111"). Entrambe verranno prodotte fino al 1985. Da notare che, nello stesso arco di tempo, con la poderosa meccanica della limousine venne realizzato anche il lussuoso bus nella terza foto in alto: il "119", usato dalle delegazioni ufficiali sovietiche, ben diverso dagli scalcagnati e fumosi autobus con cui era costretto a viaggiare il cittadino comune russo!

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Gli anni della "perestrojka" coincidono con l' avvento dell' erede della "114/117", ovvero la "41041/41047", sigle identificanti rispettivamente le versioni a 5 e 7 posti. In alto, una "41047", evoluzione della precedente "114". Prodotta a partire dal 1985, la "41041" monta, per l' occasione, un motore ancorà più "gonfiato" nella cilindrata, e si arriva al mastodontico valore di 7700 cc (la potenza rimane invariata, ma la coppia motrice, già notevole, aumenta in maniera smisurata). I 300 cv del grosso V8 sovietico portano la vettura a 200 km/h: la ZIL "41041" era quindi l'auto più veloce prodotta in URSS, nonostante l'architettura tutt'altro che corsaiola.

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In alto, alcuni allestimenti "da parata" della ZIL "41041/41047": un solenne quanto elefantiaco carro funebre -forse per funerali di intere famiglie?- e una bella cabriolet realizzata sul pianale "corto". La ZIL "410417" ebbe il sommo onore di ospitare sui suoi sedili l' ultimo presidente dell'URSS, e sicuramente anche il migliore di tutta la storia russa, non solo sovietica (seppur ignobilmente dimenticato dai russi): Mikhail Gorbaciov. 

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Proprio ad una visita di Gorbaciov a Washington, nel 1990, si riferiscono le prime due foto in alto, gentilmente fornitemi da Bill Palmer del "Washington Post". Furono scattate davanti all'ambasciata sovietica, che ovviamente era presidiata da un fitto apparato di sicurezza. Questa versione della ZIL "410417" si distingue dalla precedente per i fari, rettangolari anzichè tondi. Anche quest'auto fu un simbolo di due mondi che si riavvicinavano: per la prima volta, le nere, sconosciute e vagamente minacciose berline della nomenklatura diventavano simbolo di apertura e conoscenza reciproca (e molte riviste specializzate occidentali pubblicarono articoli sulla misteriosa vettura d' apparato). Nella terza foto, un'immagine recentissima (2002), riferita ad una visita dell'ex-presidente USA Jimmy Carter a Cuba. 

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Nel 1988, viene anche realizzato un nuovo prototipo, la "4102" (due foto in alto), con identica base meccanica, ma con la novità della trazione anteriore: una vera rivoluzione per le vecchie berline sovietiche! L' "ispirazione" estetica e meccanica rimane comunque la medesima, cioè americana, ma l'auto risulta decisamente più moderna. Tale vettura è rimasta allo stadio di prototipo per il taglio dei finanziamenti da parte del Governo sovietico: un peccato. 

 

Modelli recenti

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Nella prima e seconda foto in alto, l' ultima versione della "41041" (ovvero la versione "corta"...si fa per dire), identica in tutto e per tutto alla versione dei primi anni '90. Tale vettura è, ufficialmente, ancora in produzione...anche se nel 1999 ne sono stati realizzati solo 11 esemplari (!)...C'è da dire, comunque, che la produzione è stata sempre di poche decine di esemplari l'anno, e che la ZIL continua ad essere l'auto ufficiale presso le alte cariche russe; ma non è dato sapere per quanto tempo ancora. Nella terza foto in alto, una singolare immagine di una ZIL "41041" in testa-coda, durante un' esercitazione della scorta presidenziale russa. Chissà se Hakkinen e Schumacher riuscirebbero a tenere in riga sulla neve un bestione del genere!  

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Tuttavia, qualche progetto per il futuro c'è. Gli schizzi nelle prime due foto in alto sono stati realizzati qualche anno fa, quello nella terza foto, invece, è più recente. Questi disegni non sono ancora definitivi... 

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...tuttavia, è già stato realizzato un prototipo "in carne ed ossa". Nelle due foto in alto, possiamo vedere la nuova ZIL "4112", che prenderà il posto delle vecchie limousine di epoca sovietica. Sarà basata sulla stessa impostazione meccanica dei precedenti modelli, quindi il motore sarà sempre il V8 di 7700 cc. ovviamente dotato di iniezione e di tutti i dispositivi elettronici necessari su di un' auto moderna, nonchè potenziato a 400 cv. Il peso totale, a causa della blindatura, sarà di 5 tonnellate (ovviamente la versione per il Presidente russo sarà blindata), e il prezzo di circa 300.000 dollari! Praticamente lo stesso prezzo di 42 Lada "110"...Scherzi a parte, sono allo studio anche altri progetti di carrozzeria, e in diverse versioni (cabrio, berlina corta e landaulet); la nuova auto sarà prodotta a partire dal 2005, in non più di 8-10 esemplari all'anno. 

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Nei quattro disegni in alto, invece, un prototipo denominato ZIS "GT", decisamente avveniristico nella linea....peccato che, in questo caso, si tratti soltanto di un modello di fantasia, realizzato da uno studio di design russo, in occasione della mostra "Autoklassika 2003". Lo pubblichiamo, in quanto è un segno di come questa Marca, nonostante tutto, sia ancora presente nell'immaginario collettivo dei russi!

Concludiamo questa storia di glorie immense e di ambizioni fallite, con una immagine di un'altra "41041", simbolo di un impero che ormai non c'è più. Ormai, i "nuovi potenti" della Russia post-comunista preferiscono delle Mercedes o delle BMW con ogni chicca elettronica possibile, sicuramente più moderne...eppure le vecchie berline moscovite, seppur datate e scopiazzate da modelli americani, avevano un loro strano ed austero fascino, proprio perchè russe! Per alcuni, rimarranno come testimonianza di una grande Nazione (l'URSS), per altri, al contrario, come simbolo di un potere cieco ed ottuso come qualunque altro. Probabilmente, ambedue le ipotesi sono vere. 

Alcune foto tratte da SOVAUTO WEBSITE per gentile concessione di Gleb Smirnov

  

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